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Infortunio in chiesa di un lavoratore volontario: quale responsabilità ha il parroco?

Un parroco ha presentato ricorso contro la sentenza che lo aveva ritenuto responsabile di lesioni personali colpose (con l’aggravante di aver violato la normativa antinfortunistica per i lavori in quota obbligatoria per attività svolte oltre i 2 metri di altezza) a danno di un lavoratore offertosi volontario per la pittura dei muri della chiesa.

La Suprema Corte si è espressa dichiarando che anche se l’incarico non è stato conferito direttamente dal parroco, lui ne è però responsabile. Essere a conoscenza del tipo di rischio che l’attività comporta, anche se svolta a titolo di volontariato, non lo esime infatti dal dovere prendere le opportune precauzioni a tutela del prestatore d’opera.

La Corte ha inoltre affermato che: “poiché il parroco ha la direzione delle attività della parrocchia, egli assume una posizione di garanzia nei confronti di chi presti, anche occasionalmente e su base volontaria, il proprio lavoro al suo interno, rispondendo pertanto delle eventuali lesioni personali cagionate dall'omessa adozione delle misure necessarie a prevenire gli infortuni sul lavoro”.