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Aghi, siringhe, lame, vetri, pungi dito, testine di rasoi sono classificati tra i rifiuti speciali pericolosi. Come smaltirli? Cosa dice la legge? Estintori, quali utilizzare?

Luca Pasquero MABELLA - Novembre 2017 Luca Pasquero consulente sicurezza sul lavoro

Desidero sapere se potete indicarmi quali sono i rifiuti speciali pericolosi che i centri estetici devono smaltire e in che modo devono essere correttamente smaltiti questi rifiuti per non incappare in multe da parte del comune o di altri organismi.

I rifiuti speciali pericolosi dei centri estetici sono elencati nell’allegato D del Decreto Legislativo 152/06. La cosa importante da sapere è che questi rifiuti sono identificati con il Codice Europeo dei Rifiuti (CER) che viene assegnato ad ogni tipologia di rifiuto in base alla sua composizione ed alla sua provenienza. Questo codice è composto da 6 cifre e deve essere riportato sul Formulario di identificazione del rifiuto (FIR).

In particolare i rifiuti speciali pericolosi a rischio infettivo sono identificati con il Codice Europeo dei Rifiuti (CER) 180103 : rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni. Tra questi abbiamo: aghi, siringhe, lame, vetri, pungi dito, testine di rasoi, etc.

La legge ha però previsto un sistema di semplificazione in materia di smaltimento dei rifiuti pericolosi e a rischio infettivo per centri estetici, parrucchieri, tatuatori, podologi, callisti ecc..

Per queste attività i rifiuti possono essere smaltiti seguendo due modalità:
a. trasportando i rifiuti pericolosi in contro proprio, massimo fino a 30 kg al giorno, sino all’impianto di smaltimento tramite termodistruzione o in altro punto di raccolta (in ogni caso punti autorizzati ai sensi della normativa vigente);

b. avvalendosi dell’ausilio di aziende specializzate e autorizzate al trasporto e smaltimento dei rifiuti pericolosi.

In entrambi i casi non c’è obbligo di registrazione di carico e scarico dei rifiuti e di comunicazione al Catasto dei rifiuti tramite il Modello Unico di Dichiarazione ambientale, ma rimane l’obbligo della sola compilazione e conservazione, in ordine cronologico, dei Formulari di trasporto. Formulari che sono reperibili presso la Camera di Commercio e che devono esser vidimati dalla CCIAA in ogni pagina.

Pochi giorni fa è venuto al mio centro estetico un ragazzo a propormi degli estintori a CO2 al posto di quelli che sto utilizzando ora. Premesso che non mi intendo di questo tema, il servizio offerto mi è parso buono e affidabile e anche il prezzo proposto (circa 80 euro per l’estintore più una piccola somma per la verifica semestrale) mi è parso piuttosto interessante. Tuttavia, vorrei sapere se sono obbligata ad usare estintori di questo tipo perché attualmente ne ho uno “a polvere”.

Gli estintori a CO2 non presentano alcuna difficoltà d’uso e sono indicati per incendi di apparecchiature elettriche, anche se talvolta il rapido abbassamento della temperatura può provocare danni ai motori. Gli estintori cosiddetti “a polvere”, invece, sono particolarmente adatti per liquidi infiammabili, librerie ecc…. e non sono dannosi per la salute dell’operatore, anche se la nube di polvere sviluppata più causare qualche colpo di tosse. Entrambi, quindi, sono utilizzabili nel suo centro, a patto che siano regolarmente controllati. Le società specializzate includono spesso questo servizio con l’acquisto degli estintori, che, per quanto riguarda quelli a CO2, si trovano di buona qualità in commercio anche a prezzi decisamente inferiori di quelli ai quali le sono stati proposti.