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Il Tecnostress e la meditazione

Il web è ormai strettamente legato alla vita reale, soprattutto per chi è costretto a farne largo utilizzo durante la propria attività lavorativa. Tuttavia, quando l’utilizzo della rete e delle nuove tecnologie di comunicazione sono inappropriati e disfunzionali, l’individuo può andare incontro al cosiddetto Technostress, definito da Weil e Rosen nel 1997 come “ogni impatto o attitudine negativa, pensieri, comportamenti o disagi fisici o psicologici causati direttamente o indirettamente dalla tecnologia”.

Le reazioni al Technostress sono le più disparate; fra queste per esempio ci sono: ansia, apatia, irrequietezza, attacchi di rabbia improvvisa, calo di attenzione, di capacità cognitive e di produttività, stanchezza cronica, disturbi del sonno, e ancora veri e propri disturbi fisici come dolori al torace, mal di testa e mal di schiena. Per questo motivo lo stress da tecnologia deve rientrare nella valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato.

Uno strumento per fare prevenzione in questo settore è la meditazione, che aiuta a ridurre l’attività del sistema limbico, epicentro delle emozioni, e quindi anche lo stress, coadiuvando inoltre l’ipotalamo nel mantenere l’organismo in una situazione di equilibrio psico-fisico, incidendo anche sui corretti ritmi sonno/veglia.